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Il costo di un atto notarile

Il notaio rende una prestazione complessa, nell’esercizio di una pubblica funzione dello Stato, svolta in forma professionale.
L’atto notarile, lungi dal riguardare soltanto il rapporto tra le parti, ha un valore aggiunto sotto tre profili:
- la sicurezza del contratto, che evita alle parti costose e lunghe liti in giudizio;
- la sua forza esecutiva nel recupero dei crediti e di prova privilegiata nel processo;
- la certezza generale dei diritti, creata con l’affidabilità dei pubblici registri, che determina condizioni di stabilità sociale e un contesto di legalità necessario allo sviluppo economico.
Che cosa dire, allora, della parcella del notaio? Davvero tutto quello che si paga al notaio è suo onorario?
Nei costi di un atto notarile rientrano l’ammontare delle imposte e delle tasse che il notaio riscuote per lo Stato, delle spese che devono essere sostenute presso pubbliche amministrazioni per la preparazione dell’atto e dei successivi adempimenti e gli onorarispettanti al notaio per l’attività che svolge.

I provvedimenti in tema di liberalizzazioni (decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito nella legge 24 marzo 2012, n. 27) hanno abrogato le tariffe professionali, pertanto non esistono più limiti minimi e massimi per la determinazione del compenso del notaio. Le norme prevedono però che, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, gli stessi vengano determinati con riferimento a parametri stabiliti dal Ministro di Giustizia. Il cliente ha comunque diritto di ottenere dal notaio un preventivo di massima e l’indicazione della complessità dell’incarico. Per approfondimenti ed alcuni esempi relativi ai costi di atti di trasferimento immobiliare e di mutuo, si rinvia all'ampia disamina contenuta nel sito nazionale del notariato, dal quale sono anche tratte le presenti considerazioni (http://www.notariato.it/it/notariato/chi-siamo/costi-atto-notarile/acquistare-casa.html).